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Ho dovuto abitare i corpi di chi la Storia l’ha attraversata sulla propria pelle, non raccontarla di riflesso. È cambiato il punto di osservazione, certo, ma è cambiato soprattutto il tipo di ascolto che ho dovuto praticare: mi sono fatta raccontare da chi quegli anni li ha vissuti davvero, ho dovuto restituire scelte, paure, compromessi…
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Una volta terminata la prima stesura, usciamo dal parco giochi e torniamo a occuparci di cose serie. Qui dovrebbe entrare in azione l’Imperatore, mentre il Matto dovrebbe farsi da parte. Solo ora possiamo valutare la logica, la credibilità, eventuali buchi di trama o incoerenze, se la forma ci piace o vogliamo e possiamo migliorarla. Qui…
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Leggendo il romanzo si nota subito un’interessante contaminazione estetica. L’impianto della storia richiama da vicino il classico coming of age della narrativa scolastica americana — fatto di armadietti, gerarchie spietate, club di studenti, “popolari” contro emarginati —, un immaginario visivo ben diverso sia dalla tradizione scolastica italiana sia da quella francese.



